Finanza comportamentale: come la psicologia influenza le decisioni finanziarie
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Finanza comportamentale: come la psicologia influenza le decisioni finanziarie

Sapevi che la psicologia può influenzare le tue decisioni finanziarie? Bene, questo è esattamente ciò su cui ci soffermeremo in questo articolo, parlando della finanza comportamentale.

 

Panoramica e obiettivi

L’obiettivo primario della finanza comportamentale è esplorare il modo in cui le emozioni, le percezioni e le inclinazioni cognitive influenzano le scelte finanziarie. Il presupposto fondamentale di questa disciplina è che gli esseri umani non sempre agiscono in modo razionale quando si tratta di denaro. Contrariamente alla teoria economica tradizionale, che assume che le persone prendano decisioni basate su calcoli freddi e razionali, la finanza comportamentale riconosce che le emozioni svolgono un ruolo significativo nelle scelte finanziarie.

Fondata principalmente da Daniel Kahneman e Amos Tversky negli anni ’60, questa nuova prospettiva ha rivoluzionato il campo finanziario. Kahneman e Tversky hanno dimostrato che le persone spesso si allontanano dalla razionalità prevedibile quando affrontano decisioni finanziarie. La loro ricerca ha portato alla formulazione di concetti chiave come “fallacia dell’ancoraggio” e “disponibilità euristica”, che spiegano come le persone possono essere influenzate da informazioni irrilevanti o dalla memoria a breve termine.

 

Cosa studia la finanza comportamentale

La finanza comportamentale studia una vasta gamma di fenomeni finanziari concentrandosi su tre aree: le euristiche, l’inquadramento e le inefficienze di mercato.
Le euristiche, ovvero regole comportamentali approssimative, spingono le persone a prendere decisioni basate su esperienze passate, portando spesso a scelte irrazionali come l’uscita rapida da un investimento o la convinzione di avere il completo controllo. Lo stesso inquadramento, cioè il modo in cui una situazione viene presentata, gioca un ruolo cruciale nelle decisioni finanziarie. Ad esempio, l’ancoraggio finanziario induce le persone a valutare positivamente un prodotto finanziario se un dato iniziale lo suggerisce, solo per il fatto di essere “impacchettato bene”.
A differenza del comportamento incentrato sul singolo, le inefficienze di mercato invece derivano da comportamenti derivanti da contaminazione sociale, che spingono gli investitori a muoversi rapidamente e senza razionalità.

I drive principali osservati nei comportamenti includono per esempio paure e freni inibitori. Uno di questi è l’avversione alla perdita, ovvero la tendenza delle persone a dare più peso alla paura di perdere denaro piuttosto che alla possibilità di guadagnarlo. Di altro avviso, poiché atteggiamento dipendente dalle decisioni altrui è il comportamento delle folle: difatti il comportamento omogeneo di massa può portare a bolle speculative e crisi finanziarie. Opposta alla inibizione e paura sussiste invece l’eccesso di ottimismo: le persone possono sovrastimare il potenziale di investimento, basandosi su emozioni piuttosto che su dati oggettivi.

 

Valori chiave ed errori da evitare

Alcuni valori chiave in finanza comportamentale includono l’importanza dell’autoconsapevolezza che mitiga l’impatto delle emozioni, la comprensione dei propri pregiudizi cognitivi che creano schemi disfunzionali e la capacità di prendere decisioni basate su dati oggettivi come i numeri.
Difatti è meglio evitare che le emozioni inneschino valutazioni poco razionali. Bisogna avere un alto grado di controllo, soprattutto per non farsi trascinare da sentimenti passeggeri o mosse altrui.

In conclusione, la prossima volta che ti troverai ad affrontare una decisione finanziaria, ricorda di considerare anche il tuo stato d’animo e le tue emozioni, perché influiscono più di quanto pensi sulle tue scelte.

 

 
Photo Credits
Foto di Tima Miroshnichenko – Pexels

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