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Il mercato cinese delle auto elettriche

La Cina mira al ruolo di leader nel mercato automobilistico globale e al momento ha tutte le carte in regola per riuscire nell’impresa.

Quest’anno la casa automobilistica cinese Byd è diventata il primo produttore di auto elettriche al mondo per vendite. Il gruppo, sostenuto dalla holding statunitense Berkshire Hathaway di Warren Buffett ha superato la Testa di Elon Musk. Nei primi sei mesi del 2022 Byd ha infatti segnato una crescita del +300% rispetto a due anni fa, vendendo più di 641.000 veicoli. A riportare la notizia è il Financial Times, che sottolinea come Tesla sia risentendo delle interruzioni della catena di approvvigionamento legate al Covid-19 e alle restrizioni cinesi. Il più importante centro di produzione di Tesla si trova proprio a Shanghai, città in cui le restrizioni governative per arginare il virus sono state piuttosto severe. Se Tesla rallenta, Byd invece decolla. I principali impianti produttivi della casa cinese si trovano in regioni che hanno subito meno limitazioni per via del virus, e non solo. I fattori di questo successo moltissimi. Pechino ha accesso diretto a materie prime fondamentali per la produzione di veicoli elettrici. Inoltre, il paese sta infatti ha investito moltissimo nel settore dell’energia rinnovabile e anche l’industria automobilistica ha vissuto grandi cambiamenti in questo contesto. La Cina mira al ruolo di leader nel mercato automobilistico globale e al momento ha tutte le carte in regola per riuscire nell’impresa.

 

I numeri del mercato cinese

Il mercato cinese dell’auto elettrica è il più grande al mondo. Non solo, ma è anche quello che segna le crescite più importanti. Nel 2021 il suo valore è stato calcolato pari a 124 miliardi di dollari, ma secondo il report di Mordor Intelligence si stima che entro il 2027 raggiungerà gli 800 miliardi di dollari. Secondo le stime della China Association of Automobile Manufacturers, nel primo quadrimestre del 22 le industrie cinesi hanno venduto 1,5 milioni di auto elettriche, sia a batterie che ibride, segnando un +100% rispetto allo stesso periodo del 2021. Nel frattempo, le vendite di auto a combustibili fossili hanno segnato una flessione del -12%.

 

Agevolazioni fiscali e crescita del mercato interno

Per quanto riguarda il mercato interno cinese, i dati della China Passenger Car Association parlano chiaro. Esclusa la Testa, non ci sono case automobilistiche straniere tra i produttori di auto elettriche più vendute in Cina. Tesla si attesta solo un terzo posto in classifica e per vedere un marchio europeo bisogna scendere fino a un 15° posto, per trovare la tedesca Volkswagen con il Gruppo FAW. I nomi principali alle vette della classifica sono BYD, Wulling, Chery e Xpeng.
Il governo di Pechino ha annunciato una serie di importanti iniziative per sostenere il mercato dell’auto cinese. Sono state fissate importanti agevolazioni fiscali ed è stato esposto il progetto di potenziare la rete di ricarica elettrica. Proposti incentivi anche per il rinnovo del parco circolante, mirando a sostituire i veicoli più datati sostenendo il credito per la vendita di auto elettriche e di usati recenti in diverse province cinesi.
Già recentemente, la tassa per l’acquisto di nuove auto con i motori sotto i due litri di cilindrata e un prezzo non superiore ai 300.000 yuan ha visto una riduzione dal 10 al 5%. Per la vendita di vetture elettriche questa tassa è stata completamente eliminata nel 2014, anche se si discute di reintrodurla nel 2023. Al momento l’ipotesi sembra poco probabile.

Queste politiche hanno portato risultati più che tangibili. Nel mese di giugno 2022 le vendite di veicoli sono salite a 1,9 milioni, segnando un +22% rispetto allo scorso anno. Di questi, più di 546.000 sono veicoli elettrici. La crescita in questo caso è del 130% in più rispetto ai dati del 2021. Anche il mercato azionario guarda con entusiasmo a questa grande crescita. Le quotazioni di Geely sono salite del +6%, mentre quelle di Great Wall Motor del +4%.

 

I cinesi vogliono automobili smart

Secondo Makoto Uchida, il CEO di Nissan, nel giro di pochi anni i brand esteri potrebbero non trovare più spazio sul mercato cinese. Sempre secondo Uchida, infatti, l’industria automobilistica dei paesi occidentali non è stata in grado di comprendere e di soddisfare le aspettative dei consumatori cinesi. L’approccio cinese all’automobile è molto diverso da quello occidentale. I cinesi vogliono vetture ricche di elettronica, connesse alla rete e sincronizzate con le loro app. Bill Russo, ex manager di Chrysler ora a capo di Automobility, società di consulenza con sede a Shanghai, sostiene che i cinesi vogliono “smartphone su quattro ruote”.

Il motivo è più semplice di quanto si possa immaginare. Nelle grandi metropoli cinesi, spesso congestionate dal traffico, la velocità non è un fattore decisivo nella scelta di un’automobile. Allo stesso tempo, i grandi spostamenti extra-urbani in un paese così grande avvengono principalmente via aereo o via treno. Automobili veloci e scattanti non rientrano nell’interesse del consumatore cinese, che invece cerca infotainment e connessione per ingannare il tempo nel traffico delle metropoli, nonché tutta una serie di servizi che semplifichino la vita e alleggeriscano le sue incombenze quotidiane.

 

Photo Credits:
Foto di Automobile Italia per flickr

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